
C’è un filo invisibile, ma fortissimo, che lega Serena Rossi a Napoli, alla sua lingua, ai suoi suoni e alla sua memoria collettiva. Un legame che oggi prende forma in un doppio ritorno molto atteso: il 30 gennaio esce SereNata a Napoli, il suo primo disco, e dal 3 febbraio riparte la tournée teatrale dell’omonimo spettacolo, con cui l’artista attraverserà l’Italia raccontando la città in musica, tra orgoglio, dolcezza e malinconia.
Dopo anni in cui il pubblico ha imparato ad apprezzare “l’attrice che canta”, questo progetto arriva nel momento giusto. L’album, prodotto da Serena Rossi insieme al marito Davide Devenuto, nasce alla fine della tournée teatrale, quasi per non disperdere un patrimonio emotivo fatto di canzoni senza tempo. L’idea è semplice e ambiziosa: lasciare un segno nella tradizione musicale napoletana, con rispetto e autenticità.
In appena due giorni di registrazione, Rossi ha inciso quattordici brani simbolo, da Era de Maggio a Dicitencello vuje, passando per Io mammeta e tu e Tammurriata nera. Canzoni rilette con arrangiamenti curati dal maestro Valeriano Chiaravalle, capaci di evocare i vicoli, le feste popolari, le ninne nanne e le voci di una Napoli eterna.
Tra i brani più cari all’artista c’è Uocchie c’arraggiunate, legata a un ricordo personale e familiare che riporta alla memoria la nonna e un passato fatto di partenze e sacrifici. È proprio questa dimensione intima a rendere il disco un atto d’amore più che un’operazione nostalgica.
Serena Rossi rivendica anche una responsabilità generazionale: dopo figure come Lina Sastri, sentiva il desiderio di raccogliere quel testimone e farsi carico di un repertorio che va contro le mode, ma che proprio per questo resta eterno. Nessuna corsa al presente, nessuna concessione facile.
Il futuro da cantante resta un’ipotesi lontana. L’attrice non nasconde il timore di fare passi falsi e preferisce lasciare aperte tutte le possibilità. Lo stesso pudore la tiene lontana, per ora, dal repertorio di Pino Daniele, troppo caro e troppo vicino per essere affrontato senza il giusto distacco.
E Sanremo? Venticinque anni fa sognava di cantare in gara, oggi si vedrebbe piuttosto come co-conduttrice. Per ora, però, il centro resta la recitazione, tra nuovi progetti televisivi e l’affetto del pubblico per Mina Settembre. In mezzo, Napoli continua a cantare con lei.
