Il ciclone Harry sta colpendo duramente il Sud Italia, ma la sensazione diffusa è che se ne stia parlando troppo poco. A lanciare l’allarme è Gabriele Vagnato, creator e conduttore televisivo, che in un video sui social ha denunciato l’assenza di attenzione mediatica verso quanto sta accadendo in Calabria, Sicilia e Sardegna. Un grido accorato, nato dai messaggi ricevuti da amici, parenti e cittadini che vivono direttamente le conseguenze della devastazione.

Mentre i telegiornali si concentrano su crisi internazionali e sulla politica americana, nel Sud del Paese c’è chi sta letteralmente combattendo contro il fango, l’acqua e i danni lasciati dal ciclone. “Qui è una guerra”, racconta Vagnato, sottolineando come intere comunità siano state messe in ginocchio in poche ore.

Il legame con quei territori è personale e profondo. Vagnato è calabrese, cresciuto a Catanzaro, e parla di luoghi della sua infanzia e adolescenza oggi irriconoscibili. Attività commerciali costruite in anni di sacrifici familiari sono state spazzate via in una sola notte, lasciando dietro di sé macerie e sconforto.

I danni stimati ammonterebbero a circa due miliardi di euro, una cifra enorme che rende evidente come l’emergenza non si esaurisca nel primo intervento. La solidarietà, come spesso accade in Italia, non è mancata: volontari arrivati da ogni parte stanno offrendo aiuto concreto. Ma, come sottolinea Vagnato, questo non basta. Ora serve ricostruire.

Da qui nasce l’idea e l’appello al mondo della musica. Dal programma Playlist, in onda su Rai2, Vagnato ha proposto di organizzare eventi musicali proprio nei territori colpiti, tra primavera ed estate. Concerti e iniziative che possano riportare attenzione, risorse e speranza. Perché anche la musica può diventare uno strumento di rinascita, capace di far tornare a parlare di un Sud che chiede di non essere dimenticato.

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