L’affondo è arrivato come un fulmine a ciel sereno. «Ticketmaster, Live Nation, AEG, state offrendo un servizio disgustoso. Permettete che i biglietti siano venduti a prezzi ignobili, contrariamente a ogni nostro desiderio». Con queste parole, la cantante inglese Olivia Dean ha puntato il dito contro i colossi dell’industria dei live, chiedendo un cambio di rotta: «La musica dal vivo dovrebbe essere accessibile e dobbiamo trovare un nuovo modo per renderlo possibile. Potete fare di meglio».

Dean non è un’artista indipendente, ma una voce ormai affermata del pop britannico, con un seguito in crescita internazionale. Proprio per questo il suo sfogo ha fatto rumore. E ha prodotto un risultato concreto. Dopo le sue lamentele sui prezzi «ignobili» raggiunti dai biglietti sul mercato secondario, Ticketmaster ha annunciato rimborsi parziali ai fan che avevano pagato un sovrapprezzo. Un precedente che richiama quanto accaduto con Robert Smith dei Cure, che lo scorso anno aveva alzato la voce contro le stesse dinamiche speculative.

Al centro della polemica c’è il cosiddetto secondary market: il mercato parallelo in cui, soprattutto in caso di sold out rapidissimi — alimentati spesso da bot automatizzati e bagarini digitali — i biglietti vengono rivenduti a cifre esorbitanti. I sostenitori del sistema lo considerano un mezzo per soddisfare la domanda dei fan rimasti senza posto. I detrattori, al contrario, lo definiscono una pratica predatoria che lucra sulla passione del pubblico.

Ticketmaster ha risposto all’invito di Dean a «fare di meglio» promettendo due misure immediate: il tetto ai prezzi di rivendita per il tour The Art of Loving — che arriverà al Carroponte di Sesto San Giovanni il 22 maggio 2026 — e il rimborso dei sovrapprezzi già pagati tramite la piattaforma.

La cantante ha salutato la decisione come una vittoria parziale, sottolineando però la necessità di un cambiamento strutturale: «Agli artisti dovrebbe essere garantita la possibilità di fissare un tetto massimo pari al prezzo nominale. Il mercato secondario è uno spazio di sfruttamento senza regole. Abbiamo la responsabilità di proteggere il pubblico e le nostre comunitità».

La battaglia, intanto, si allarga oltre i confini britannici. Negli Stati Uniti, 350 fan di Taylor Swift hanno ottenuto un primo successo legale: un giudice federale di Los Angeles ha ammesso la loro causa contro Live Nation e Ticketmaster per presunta violazione delle leggi antitrust, pur respingendo le accuse di frode e negligenza.

Nel Regno Unito il fronte politico si muove a sua volta: il governo sta lavorando a una legge che vieterà la rivendita dei biglietti a prezzi superiori a quelli nominali, per concerti, eventi culturali e manifestazioni sportive. La norma deve ancora affrontare l’iter parlamentare, ma l’esecutivo si è impegnato a portarla fino all’approvazione.

Una serie di segnali che indicano come la pressione degli artisti e dei fan stia finalmente costringendo l’industria dei live ad affrontare un problema ormai diventato insostenibile

Di admin

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