{"id":5681,"date":"2026-03-06T16:52:11","date_gmt":"2026-03-06T15:52:11","guid":{"rendered":"https:\/\/radioluna.ch\/?p=5681"},"modified":"2026-03-06T16:52:12","modified_gmt":"2026-03-06T15:52:12","slug":"il-silenzio-di-paul-mccartney-contro-gli-abusi-dellintelligenza-artificiale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/radioluna.ch\/index.php\/2026\/03\/06\/il-silenzio-di-paul-mccartney-contro-gli-abusi-dellintelligenza-artificiale\/","title":{"rendered":"Il silenzio di Paul McCartney contro gli abusi dell\u2019intelligenza artificiale"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"168\" height=\"176\" src=\"https:\/\/radioluna.ch\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/images-7.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5682\" style=\"width:500px\"\/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Due minuti e quarantacinque secondi di quasi silenzio. Nessuna melodia, nessun testo, nessuno strumento. \u00c8 questa la nuova \u201ccanzone\u201d di Paul McCartney, ma pi\u00f9 che un brano musicale si tratta di un gesto simbolico e di protesta. L\u2019ex Beatle ha deciso di utilizzare il linguaggio del silenzio per lanciare un messaggio forte contro i rischi che l\u2019intelligenza artificiale rappresenta per il futuro dei musicisti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La traccia riproduce semplicemente il suono di uno studio di registrazione vuoto. Si apre con il fruscio di un nastro che dura circa un minuto, seguito da brevi rumori e sibili, fino a un lento fade out finale. Un giornalista del Guardian che ha avuto modo di ascoltarla la descrive come una registrazione quasi priva di contenuto musicale, ma carica di significato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il brano sar\u00e0 pubblicato come bonus track nella riedizione in vinile dell\u2019album Is This What We Want?, che uscir\u00e0 in edizione limitata l\u20198 dicembre. L\u2019iniziativa si inserisce in una pi\u00f9 ampia protesta portata avanti da oltre mille artisti, tra cui Damon Albarn e Kate Bush, che hanno partecipato alla pubblicazione di un disco composto quasi interamente da silenzi e suoni ambientali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019obiettivo \u00e8 attirare l\u2019attenzione su una proposta di legge britannica che potrebbe permettere alle grandi aziende tecnologiche di addestrare sistemi di intelligenza artificiale utilizzando musica protetta da copyright senza pagare diritti agli autori. Tra le aziende coinvolte nel dibattito figurano colossi come OpenAI, Google, xAI e Anthropic.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo Ed Newton-Rex, ideatore del progetto, il governo non dovrebbe \u201cregalare il lavoro di una vita dei musicisti alle societ\u00e0 di intelligenza artificiale\u201d. Le industrie creative britanniche rappresentano infatti un settore fondamentale dell\u2019economia del Paese, con un valore stimato di circa 125 miliardi di sterline l\u2019anno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche McCartney ha espresso pi\u00f9 volte la sua preoccupazione. In un\u2019intervista alla BBC ha sottolineato che molti giovani autori rischiano di perdere il controllo delle proprie opere. Una canzone potrebbe essere utilizzata per addestrare un algoritmo senza che il suo creatore venga riconosciuto o compensato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo il musicista, qualcuno guadagner\u00e0 comunque dalle canzoni generate dall\u2019intelligenza artificiale sulle piattaforme di streaming. La domanda \u00e8 semplice: chi dovrebbe ricevere quei profitti? Per McCartney la risposta \u00e8 chiara, cio\u00e8 l\u2019autore originale della musica, non le grandi aziende tecnologiche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il silenzio del suo brano vuole quindi rappresentare il futuro che potrebbe attendere i musicisti se non verranno stabilite regole chiare. Senza protezioni adeguate, il rischio \u00e8 che la voce degli artisti venga progressivamente messa a tacere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il tema \u00e8 particolarmente attuale perch\u00e9 l\u2019intelligenza artificiale applicata alla musica sta evolvendo a una velocit\u00e0 impressionante. Secondo una ricerca commissionata da Deezer e realizzata da Ipsos, il 97% delle persone non \u00e8 in grado di distinguere una canzone umana da una creata da un algoritmo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo scenario, la protesta di McCartney assume un significato ancora pi\u00f9 forte. Il silenzio, paradossalmente, diventa il modo pi\u00f9 potente per far sentire la propria voce.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Due minuti e quarantacinque secondi di quasi silenzio. Nessuna melodia, nessun testo, nessuno strumento. \u00c8 questa la nuova \u201ccanzone\u201d di Paul McCartney, ma pi\u00f9 che un brano musicale si tratta di un gesto simbolico e di protesta. 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