
Bruce Springsteen pubblica la terza parte del film-concerto registrato a Philadelphia il 30 maggio 2026, aggiungendo altri otto brani a un progetto audiovisivo che documenta il suo tour più apertamente politico. Sul palco, insieme alla E Street Band allargata, il Boss alterna rock, momenti di intensa partecipazione emotiva e interventi dedicati alla situazione degli Stati Uniti.
Il nuovo segmento, diretto da Chris Hilson e Thom Zimny, comprende alcuni dei pezzi più significativi del repertorio springsteeniano: “House of a Thousand Guitars”, eseguita da solo con la chitarra acustica, “My City of Ruins”, “Because the Night”, “Wrecking Ball”, “The Rising”, “The Ghost of Tom Joad”, “Badlands” e “Land of Hope and Dreams”. In tre di questi brani, gli ultimi del set, sul palco arriva anche Tom Morello, protagonista di assoli di chitarra che arricchiscono l’energia della performance.
Il momento centrale del filmato è legato a “My City of Ruins”, introdotta da un lungo intervento di Springsteen intitolato “This Is Happening Now”. Il musicista prende posizione sulla situazione americana, soffermandosi sulle conseguenze della guerra sui giovani, sui centri di detenzione, sulla revisione della memoria storica nei musei e sulle responsabilità della leadership politica. Nel suo discorso richiama inoltre i fatti del 6 gennaio e denuncia quella che considera una progressiva perdita di onestà, integrità, compassione e umanità.
«Non credete a chi vi dice che queste cose non contano più», afferma Springsteen, invitando il pubblico a non rinunciare ai principi che considera fondamentali per la società. Il passaggio più incisivo arriva quando descrive quella che definisce una tragedia americana e richiama direttamente la responsabilità dei cittadini: «Questa tragedia americana può essere fermata solo dal popolo americano. Non verrà nessuno a salvarci, dobbiamo farlo da soli».
Il discorso si inserisce in uno spettacolo nel quale la musica diventa anche uno strumento di riflessione civile. Brani come “The Rising” e “Badlands” acquistano così un significato ulteriore, affiancando la dimensione musicale a quella politica e sociale che caratterizza questo tour.
La pubblicazione del concerto è stata suddivisa in più segmenti, senza attendere il completamento dell’intero montaggio. Springsteen ha spiegato di aver voluto rendere disponibile il materiale appena visionate le prime sequenze lavorate con il regista Thom Zimny. «Quando l’ho visto, ho detto: questa roba deve uscire subito», ha raccontato, spiegando di non voler aspettare altri tre o quattro mesi prima di mostrare il resto dello spettacolo.
Dopo le prime tre parti, resta atteso il quarto e ultimo segmento, che conterrà i bis e completerà il racconto della serata di Philadelphia. Un progetto che restituisce la forza delle esibizioni dal vivo di Springsteen e mette in primo piano il legame tra rock, impegno civile e attualità politica.
