Una straordinaria scoperta musicale arricchisce il patrimonio culturale italiano e riporta l’attenzione sull’immenso lascito artistico di Gaetano Donizetti. A Bergamo, città natale del celebre compositore, è stata infatti rinvenuta una composizione finora sconosciuta, rimasta nascosta per oltre due secoli tra i documenti custoditi negli archivi della Diocesi.
Il ritrovamento è avvenuto nell’ambito del censimento dei fondi musicali diocesani, un imponente lavoro di catalogazione che comprende circa 860 documenti manoscritti e a stampa risalenti a un periodo compreso tra l’inizio dell’Ottocento e gli ultimi decenni del Novecento. Proprio durante queste attività di ricerca, i musicologi William Limonta e Michele Enrico Poli hanno individuato uno spartito che ha subito attirato la loro attenzione.
Si tratta di un “Dixit Dominus”, ovvero la trasposizione musicale del salmo 110, composta per tre voci maschili a cappella, due tenori e un basso. L’opera è contenuta in quattro carte manoscritte che, secondo gli studiosi, sarebbero state realizzate tra il 1818 e il 1821, negli anni in cui Donizetti era rientrato a Bergamo dopo il periodo di formazione trascorso a Bologna.
Sebbene il manoscritto non riporti la firma autografa del compositore, William Limonta ha intuito fin da subito che la grafia potesse appartenere proprio a Donizetti. L’intuizione è stata successivamente confermata dagli esperti del Centro Studi Donizettiani della Fondazione Teatro Donizetti, che hanno riconosciuto senza dubbi la paternità dell’opera.
Per gli studiosi si tratta di una scoperta di grande rilevanza storica e musicologica. Secondo il direttore scientifico del Centro Studi Donizettiani, Paolo Fabbri, il ritrovamento aggiunge un nuovo e significativo tassello alla produzione giovanile del compositore, offrendo ulteriori elementi per comprendere la sua evoluzione artistica in una fase ancora lontana dalla piena consacrazione teatrale.
L’emozione suscitata dalla scoperta è stata grande anche tra i ricercatori coinvolti. Per chi si dedica quotidianamente agli studi musicologici, imbattersi in un manoscritto autografo inedito rappresenta infatti un evento raro e di straordinario valore.
Il pubblico avrà presto l’occasione di conoscere più da vicino questa composizione ritrovata. Il prossimo 9 ottobre, infatti, il seminario vescovile ospiterà un incontro dedicato alla presentazione dello spartito e all’approfondimento del suo contesto storico e musicale.
L’appuntamento più atteso sarà però il 29 novembre, giorno della nascita di Donizetti, quando il “Dixit Dominus” verrà eseguito per la prima volta in epoca moderna nella Basilica di Santa Maria Maggiore di Bergamo, nell’ambito del Donizetti Opera Festival. Un evento che conferma come il patrimonio del grande compositore bergamasco continui ancora oggi a riservare preziose sorprese.

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