A Roma esiste ancora uno studio che sembra fermo nel tempo. Qui sono conservati strumenti, macchine e oggetti appartenuti al compositore Piero Umiliani, uno dei musicisti italiani più originali del Novecento. Il cappello è ancora sull’attaccapanni e sulle pareti si vedono copertine di dischi che raccontano una carriera lunga e sorprendente.

Lo studio si chiama Sound Workshop ed è stato fondato da Umiliani nel 1968. Al suo interno si trovano strumenti storici come il Minimoog del 1974, l’Arp 2600, il Fender Rhodes del 1973 e il Wurlitzer. Tutto viene conservato con grande attenzione, quasi come se fosse un piccolo museo della musica.

Proprio in queste stanze il compositore ha creato migliaia di idee musicali. Umiliani era infatti un artista curioso e sperimentatore, capace di passare da uno stile all’altro con grande libertà.

Nel corso della sua carriera ha scritto oltre centocinquanta colonne sonore per il cinema. Ha lavorato per film polizieschi, commedie, thriller, horror e musicarelli, dimostrando una grande versatilità.

La sua musica mescolava jazz, funk, ragtime, bossanova e sperimentazioni elettroniche. Amava utilizzare sintetizzatori e strumenti innovativi, anticipando spesso sonorità che sarebbero diventate popolari molti anni dopo.

Tra i suoi brani più famosi c’è Mah-nà mah-nà, una canzone che ha fatto il giro del mondo ed è rimasta nella memoria di diverse generazioni.

Oggi la sua musica continua a vivere anche grazie alle nuove produzioni cinematografiche e televisive, che spesso utilizzano o campionano le sue composizioni.

Non a caso Umiliani è il compositore italiano più campionato al mondo dopo Ennio Morricone.

Per celebrare il centenario della sua nascita, il Roma Film Music Festival ha deciso di dedicargli tre giornate speciali.

Il programma include concerti, incontri e una mostra interattiva dedicata al suo lavoro.

Tra gli eventi ci sarà anche un concerto di Gegè Munari, storico batterista che ha collaborato con Umiliani.

Parteciperanno inoltre artisti contemporanei come Joan Thiele e Jolly Mare, insieme alla band Calibro 35.

A raccontare la figura del compositore è la figlia Elisabetta, che insieme alla sorella Alessandra custodisce oggi il grande archivio musicale lasciato dal padre.

Strumenti, registrazioni e partiture continuano a testimoniare il talento di un artista capace di esplorare generi diversi.

L’eredità di Piero Umiliani resta quindi viva ancora oggi.

La sua musica continua a influenzare artisti, colonne sonore e produzioni contemporanee.

Ed è proprio questa capacità di parlare a epoche diverse che rende il suo lavoro ancora attuale.

Di admin

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