
Nel cuore verde di “Labirinto della Masone”, tra i sette ettari di bambù che disegnano il labirinto più grande del mondo, torna il “LOST Festival” con la sua quinta edizione.
Un traguardo che conferma la crescita costante di un progetto capace di ritagliarsi uno spazio autonomo nel panorama italiano.
La direzione artistica di Luca Giudici ha svelato la prima metà del cartellone, ribadendo la vocazione alla ricerca che da sempre definisce l’identità del festival.
Musica dal vivo, elettronica d’avanguardia e sperimentazione sonora si intrecciano in un programma che promette di trasformare ancora una volta il labirinto in un paesaggio sonoro in continua evoluzione.
Tra i primi tredici nomi annunciati, la posta in gioco appare già alta.
Si passa dal post-club di Bobby Beethoven, noto in passato come Total Freedom, ai dj set trasversali di CCL.
Spicca il tributo alla cumbia rebajada dell’artista messicana Debit, che porta per la prima volta in Italia il progetto costruito attorno al suo album Desaceleradas.
Atteso anche Foodman, con il suo footwork irregolare e pieno di controtempi, anch’egli al debutto italiano.
Dalla scuderia di XL Recordings arrivano il set di Kavari e il live di Keiyaa, reduce da un 2025 luminoso grazie a hooke’s law, tra i lavori più interessanti dello scorso anno.
Il programma continua con Microplastic, progetto che unisce 96 Back, aya e Jennifer Walton dietro una coltre di chitarre distorte.
C’è poi l’incontro tra Feeo e Caius Williams, destinato a essere uno dei momenti più sorprendenti del cartellone.
Tra sperimentazione indefinibile e scrittura emotiva si muovono anche More Eaze e il live condiviso di Raisa K con Coby Sey.
A completare il quadro, le atmosfere ambient di Ulla e il funk e bass brasiliano di RHR, fresco di annuncio di un nuovo EP per PAN Records.
Tra i nomi da non perdere anche il TLF Trio, che porterà dal vivo Desire, uscito per 15 love records.
Una line-up che si inserisce in continuità con le edizioni precedenti, quando il LOST ha ospitato artisti come Klein, Amnesia Scanner, Doon Kanda e Varg.
Intanto il festival continua a crescere anche nei numeri.
L’edizione 2025 è stata la prima a registrare il tutto esaurito, segnale di una comunità ormai riconoscibile e coesa.
Quasi un terzo del pubblico arriva dall’estero, l’età media si aggira intorno ai 29 anni e il 60% dei partecipanti si identifica come donna, queer o non-binario.
Un dato che si conferma anno dopo anno, rafforzando l’identità inclusiva della manifestazione.
Per il 2026 l’area camping gratuita, accanto ai palchi, è stata ampliata e rinnovata nel pieno rispetto del biotopo naturale che circonda la location.
Un intervento realizzato in collaborazione con Legambiente ed Emiliambiente, a testimonianza di un’attenzione concreta alla sostenibilità.
Così il “LOST Festival” si prepara a tornare, pronto a perdersi e a farci perdere ancora, tra i sentieri di bambù e le traiettorie imprevedibili del suono.
