A cinque anni dalla scomparsa di Franco Battiato, il “Maxxi” di Roma rende omaggio a una delle figure più complesse e affascinanti della cultura italiana con la mostra-evento Franco Battiato. Un’altra vita, in programma dal 31 gennaio al 26 aprile. Non una semplice esposizione celebrativa, ma un vero e proprio viaggio dentro l’universo creativo e umano di un artista capace di attraversare epoche, linguaggi e generazioni senza mai perdere la propria identità.

Coprodotta dal Ministero della Cultura e dal “Maxxi”, e curata da Giorgio Calcara insieme a Grazia Cristina Battiato, nipote del musicista, la mostra prende il titolo da un brano iconico degli anni Ottanta tratto dall’album Orizzonti perduti. Un riferimento non casuale, perché “Un’altra vita” è anche la chiave per leggere l’esistenza di Battiato, un percorso costellato di continue trasformazioni, scelte radicali e rifiuto dei compromessi.

Il percorso espositivo è suddiviso in sette capitoli che ripercorrono le molte “vite” dell’artista. Dalla partenza dalla Sicilia negli anni Sessanta e l’arrivo a Milano in cerca di nuove possibilità, fino alla stagione sperimentale degli anni Settanta, quando Battiato diventa uno dei pionieri della musica elettronica in Italia. Poi l’esplosione pop degli anni Ottanta, con il successo travolgente de La voce del padrone, primo album italiano a superare le centomila copie vendute, e brani entrati nella memoria collettiva.

Negli anni Novanta emerge il Battiato più mistico e spirituale, autore di opere colte e liriche, mentre negli ultimi anni sceglie il ritorno in Sicilia, a Milo, dedicandosi anche alla pittura. In mostra trovano spazio i suoi quadri, i riferimenti all’Oriente, al sufismo, i ritratti delle sue muse, come Giuni Russo, e le esperienze da regista cinematografico.

Cuore dell’esposizione è una sala ottagonale immersiva, dove musica e immagini avvolgono il visitatore attraverso cinque canzoni simbolo, da Centro di gravità permanente a Voglio vederti danzare. Un’esperienza sensoriale che restituisce tutta la forza poetica di Battiato.

A rendere il racconto ancora più intenso sono le parole di Grazia Cristina Battiato, che ricorda lo zio come un uomo libero, gentile e generoso, lontano dall’idea di “maestro”, ma capace di insegnare con l’esempio. La mostra inaugura anche un nuovo filone di mostre-evento del “Maxxi”, accompagnato da incontri e approfondimenti, per continuare a far dialogare l’eredità di Battiato con il presente.

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