Dall’urban pop al rap, dall’indie al cantautorato, passando per il country e il rock: il Festival di Sanremo si prepara a riflettere ancora una volta la complessità e la varietà della scena musicale italiana. A raccontarlo è Carlo Conti, che durante il tradizionale pre-ascolto dei brani in gara ha condiviso con i giornalisti il dietro le quinte di una delle fasi più delicate del lavoro, la scelta delle canzoni.

«Come sempre è la parte più difficile e ogni direttore artistico ne sente la responsabilità», spiega Conti, sottolineando come il resto del percorso diventi poi un prodotto televisivo importante, ma comunque parte integrante del mestiere. Quest’anno, secondo il conduttore, colpisce soprattutto la maggiore varietà musicale rispetto all’edizione precedente, con sonorità più ampie e differenziate che attraversano generi e linguaggi diversi.

Conti ricorre a una metafora ormai familiare per spiegare il suo approccio: Sanremo come un mercato di fiori. «È come andare dal fioraio e cercare di comporre un bouquet», racconta, «sapete che mi piace questo paragone». L’obiettivo è creare un insieme il più possibile variegato, anche se non sempre si trova ciò che si cerca. A volte si vorrebbe un mazzo di sole rose, ma ce ne sono solo di un colore, altre volte invece si viene colpiti da un fiore di cui non si conosce nemmeno il nome, ma che affascina per il suo colore.

Il Festival, ricorda Conti, segue andamenti ciclici nelle proposte artistiche. Non è Sanremo a inseguire gli artisti, ma sono gli artisti a proporsi, portando con sé le tendenze e le sensibilità del momento. La sfida è riuscire a parlare a pubblici diversi, coprendo la forbice più ampia possibile della platea televisiva.

Un esempio arriva dall’esperienza personale dello scorso anno: «Olly era conosciutissimo da mio figlio, mentre mia moglie lo ignorava. Lei invece sapeva chi era Marcella e lui no». È proprio questo incontro tra generazioni e gusti differenti a rendere unico il Festival.

Dopo un’edizione particolarmente fortunata, con exploit difficili da ripetere, Conti guarda avanti. Il passato è stato archiviato, ora l’attenzione è tutta rivolta a una nuova edizione, pronta a raccontare ancora una volta la musica italiana nella sua continua trasformazione.

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